
PASSAGGIO GENERAZIONALE: IL VERO TEST DI SOPRAVVIVENZA DELLE PMI
Il passaggio di controllo in azienda è un momento critico, nonostante se ne discuta ormai da anni. I numeri lo confermano: solo il 50% delle
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Il passaggio di controllo in azienda è un momento critico, nonostante se ne discuta ormai da anni. I numeri lo confermano: solo il 50% delle

Il fenomeno prende il nome di “Great Wealth Transfer”, ovvero il grande trasferimento di ricchezza che le generazioni si stanno prestando ad affrontare e che

Nel percorso di crescita di un’impresa, il ricorso al debito rappresenta spesso una tappa fondamentale. Una scelta che deve essere ponderata con attenzione, calibrata rispetto

Fare impresa oggi è una sfida tutt’altro che semplice. A dire il vero, non lo è mai stato, ma lo scenario attuale è ancora più

Recentemente, durante una conversazione con un mio assistito, è emersa una domanda che ritengo particolarmente calzante per descrivere l’attuale fase dei mercati: “A che punto

In molti mi avete chiesto negli ultimi mesi come comportarsi visto un mercato, almeno quello azionario americano, cresciuto di molto: praticamente ininterrottamente da due anni.

Il passaggio di controllo in azienda è un momento critico, nonostante se ne discuta ormai da anni. I numeri lo confermano: solo il 50% delle PMI supera il test della seconda generazione e appena il 10% arriva alla terza. Numeri che fanno riflettere. In Italia, circa l’85% delle imprese è un Family Business, guidato da un membro della famiglia. E quando il vertice non è familiare, nel 66% dei casi

Il fenomeno prende il nome di “Great Wealth Transfer”, ovvero il grande trasferimento di ricchezza che le generazioni si stanno prestando ad affrontare e che richiede competenze tecniche e una pianificazione intergenerazionale strutturata. Uno studio ha approfondito le principali dinamiche del passaggio di patrimonio da Boomer a Millennial e Gen Z. In generale si evidenziano numeri tutt’altro che trascurabili: il 47% ha ricevuto l’eredita direttamente dai nonni, mentre il 65%

Nel percorso di crescita di un’impresa, il ricorso al debito rappresenta spesso una tappa fondamentale. Una scelta che deve essere ponderata con attenzione, calibrata rispetto alla situazione finanziaria e agli obiettivi strategici aziendali. Tra le domande più comuni in questi casi c’è quella relativa alla tipologia di tasso da preferire: fisso o variabile? Un interrogativo tutt’altro che banale. Facciamo un passo indietro e analizziamo il contesto attuale. Nella riunione del

Fare impresa oggi è una sfida tutt’altro che semplice. A dire il vero, non lo è mai stato, ma lo scenario attuale è ancora più complesso: margini ridotti, mercati in continua evoluzione, decisioni da prendere in tempi rapidi e spesso con informazioni incomplete. E nel frattempo? Bisogna trovare e gestire il personale, seguire i clienti, coordinare i fornitori, controllare gli incassi, trattare con le banche. Il rischio più grande? Farsi

Recentemente, durante una conversazione con un mio assistito, è emersa una domanda che ritengo particolarmente calzante per descrivere l’attuale fase dei mercati: “A che punto è la notte?” Un’espressione efficace, che ben rappresenta la perplessità e gli interrogativi che oggi animano gli investitori. Ogni nuova dichiarazione, soprattutto in materia di dazi, genera reazioni immediate sui mercati finanziari, alternando fasi di ribasso a repentini rimbalzi. Il clima di incertezza, amplificato dai

In molti mi avete chiesto negli ultimi mesi come comportarsi visto un mercato, almeno quello azionario americano, cresciuto di molto: praticamente ininterrottamente da due anni. Vendere, mantenere la posizione od incrementarla? La risposta? Dipende! Infatti, a ben vedere una soluzione univoca non esiste. La figura in allegato però ci può aiutare ad avere una visione più obiettiva della situazione, e dunque prendere una decisione più consapevole. L’immagine, infatti, riporta la